Questo racconto scritto nel 1970 ci mostra con parole semplici la forza di andare contro tutti per seguire se stessi anche a costo di rimanere soli. L’autore mostra con le reazioni degli altri gabbiani alle evoluzioni di Jonathan una società dalla mentalità chiusa e ristretta in cui il diverso viene visto come pericoloso e viene allontanato. Allo stesso tempo l’amore incondizionato di Jonathan per i suoi simili, unito ad un infinita pazienza mostra come si possa aprire le menti più chiuse. Una favola da leggere tutta d’un fiato per capire meglio noi stessi e il mondo, con un protagonista buono e coraggioso da prendere come esempio, lo consiglio a tutti. Di seguito vi riporto un breve riassunto:
Jonathan è un gabbiano, non ci sono dubbi su questo. Ha penne, becco e
zampe palmate ma soprattutto ha le ali. Jonathan non riesce a comprendere il
modo di vivere degli altri gabbiani, compresi i suoi genitori, che usano le
loro ali solo per raggiungere una barca da pesca e procurarsi il cibo della
giornata. L’unico desiderio di Jonathan
è quello di volare non per procurarsi il cibo, ma per il puro gusto di farlo,
unica cosa che lo fa sentire libero.
Nessuno dello stormo capisce Jonathan che viene quindi visto come un
pazzo e vive da emarginato. Per poter rimanere se stesso il giovane gabbiano
deve distaccarsi dal suo stormo e si allena tutti i giorni per sfidare sempre
nuovi limiti fino ad arrivare a volare a velocità impensabile e in modo acrobatico.
Durante i suoi esperimenti mette però in pericolo lo stormo e viene quindi
esiliato, proprio quando, grazie ai suoi esercizi, aveva scoperto modi di
volare e di prendere i pesci che sarebbe stati molto utili a tutti i gabbiani
del gruppo.
Senza altra possibilità Jonathan vivrà una vita di solitudine dopo la
quale si ritrova in una specie di paradiso in cui potrà imparare da altri
gabbiani come lui nuove evoluzioni e raggiungerà la velocità del pensiero.
Appreso tutto ciò decide di tornare sulla terra ed insegnare a nuovi giovani
gabbiani ma solo pochi eletti riusciranno ad aprire la propria mente ed a
seguirlo nei suoi folli voli.
Scritto da: la Passante

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