Nei gruppi letterari, frequentati in età adulta, si appassiona anche alla politica e il suo anticonformismo viene riferito allo zar Alessandro I, che minaccia di esiliarlo in Siberia. Fu quindi costretto ad assumere un incarico governativo e lasciare San Pietroburgo. Visiterà quindi il Caucaso, che sarà fonte di grandi ispirazione per le sue opere. Successivamente sarà trasferito ad Odessa, dove il suo superiore per vendicarsi delle attenzioni che la moglie rivolgeva al poeta, lo denuncio alla polizia per attività sovversiva. La polizia lo condannerà all'esilio a Pskov nella tenuta materna, fino al 1926 quando Nicola I ritira la condanna.Tornato a San Pietroburgo sposerà Natal'ja Nikolaevna Goncarova, da cui avrà quattro figli, ed inizierà il suo periodo più prolifico.
Nel 1837, partecipò ad un duello contro George d'Anthes presunto amante della moglie, dove venne ferito e morì due giorni dopo per l'infezione.
Puskin è considerato uno dei più importanti autori del romanticismo russo e vero fondatore della lingua letteraria russa.
La figlia del capitano uscì nel 1837, dopo che l'autore ci ebbe lavorato per quattro anni. Romanzo storico, narra le vicende del giovane Pëtr Andréevič Grinëv che si arruola per ordine del padre e viene mandato alla fortezza di Belogorsk. Durante il viaggio per raggiungerla conosce un vagabondo, e per l'aiuto ricevuto durante una tempesta di neve, gli fa dono di una pelliccia.
La vita nella fortezza è tranquilla e il suo superiore, severo ma giusto lo tratta quasi come un figlio. Il ragazzo, frequentando la casa suo capitano, fa conoscenza con la figlia dello stesso Maša, una ragazza mite e con notevoli doti. Presto Petr si innamora della ragazza e capisce di essere ricambiato.
Alekséj Ivànyč Švabri, altro ex ufficiale nella fortezza e inizialmente amico di Petr, è interessato alla giovane quindi con una scusa sfida a duello il ragazzo. Durante lo scontro Petr distratto dal fedele servitore che vuole salvarlo, viene ferito ma con le cure di Masa si ristabilisce in breve tempo.
Intanto nella fortezza circolano voci dell'avvicinarsi di un esercito di ribelli capeggiati dal crudele Pugačëv, che altri non è che il vagabondo aiutato dal Petr durante il suo viaggio. Pugačëv malgrado la resistenza, riesce a conquistare la fortezza e riconosciuto Petr lo lascia in vita e libero di andare. Petr è quindi costretto a lasciare la fortezza e Masa nelle mani del vecchio rivale in amore Svabri. Corre a cercare rinforzi alla fortezza di Orenbùrg, ma gli vengono negati, il ragazzo è quindi costretto a salvare la sua amata con le sue sole forze.
Chiede perciò aiuto a Pugacev che venuto a sapere da una lettera che Masa è rinchiusa e maltrattata, accompagna Petr a liberarla. L'impresa va a buon fine e il ragazzo manda Masa con il suo servitore dai genitori, intanto lui continua la lotta contro i ribelli.
Quando la guerra sembra volgere al termine e Petr può tornare dai suoi cari, viene arrestato come spia per i suoi contatti con Pugacev. Durante l'interrogatorio Petr scopre di essere stato accusato da Svabri e per non fare il nome di Masa, rilascia una confessione poco credibile e viene condannato a morte.Giunta la notizia alla famiglia, Masa decide di chiedere la grazia alla zarina Caterina II. La ragazza incontra la sovrana per caso e non riconoscendola, le racconta la sua storia credendola una nobile che può metterla in contatto con la zarina. Nel pomeriggio del giorno dell'incontro, Masa viene invitata da Caterina II, rivelando la sua identità con grande stupore della giovane, e le comunica di aver capito come si erano svolti realmente i fatti e concede la grazia a Petr.
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